

Boccaccesco
Martedì 27 aprile 2027
ore 21
Teatro Nuovo Treviglio
Dalle novelle di Boccaccio
Adattamento teatrale di Tindaro Granata
Regia Tindaro Granata / Ugo Fiore
Con Angelo di Genio, Tindaro Granata, Francesca Porrini, Emilia Tiburzi
Scene e costumi Margherita Baldoni
Luci di Roberta Faiolo
Produzione Teatro de Gli Incamminati in collaborazione con Proxima Res


“Convenevole cosa è, carissime donne, che ciascheduna cosa la quale l’uomo fa, dallo ammirabile e santo nome di Colui il quale di tutte fu facitore le dea principio. Per che, dovendo io al nostro novellare, sì come primo, dare cominciamento, intendo da una delle sue maravigliose cose incominciare, acciò che, quella udita, la nostra speranza in lui, sì come in cosa impermutabile, si fermi e sempre sia da noi il suo nome lodato.”
Boccaccesco è uno spettacolo con la messa in scena di quattro delle novelle più rappresentative del Decameron.
Per prima novella è la storia di “Chichibio”, un furbo cuoco che grazie alla sua scaltrezza evita di essere malmenato dal suo padrone a causa di una bugia per amore di una bella ragazza di cui Chichibio era invaghito.
“Ser Ciappelletto” è la storia di un malfattore che fino alla fine dei suoi giorni, con la sua malvagità, fa credere a tutti di essere un sant’uomo proprio nei suoi ultimi giorni di vita. Dopo la sua morte viene venerato come santo dalla popolazione locale.
Terza novella letta è la storia de “La Badessa con le braghe del prete”, che durante un sermone ad una giovane novizia, scoperta con il suo giovane amato, la novizia si accorge che sul capo della Badessa ci sono per errore delle braghe di un prete che aveva indossato al posto di una cuffietta.
In ultimo il capolavoro, già esistente nell’antica tradizione siciliana, della storia di Lisabetta da Messina alla quale i fratelli uccidono il giovane amato e Lisabetta, dopo aver trovato il corpo dell’amato, gli stacca la testa e la nasconde in un vaso, piantandogli sopra del basilico. Per poterlo avere sempre vicino a sé.
Tindaro si limita a cercare una modalità di messa in scena del capolavoro di Boccaccio con l’intento di porre importanza di quell’arcaica lingua volgare che ha dato origine al nostro italiano di oggi, sapendo che alla base del pensiero c’è la gestione delle parole, fin dalle origini della nostra evoluzione. La linea emotiva dei racconti si basa sulla musicalità dell’italiano antico che ne costruisce l’immaginario.
Nello spettacolo, gli attori e le attrici si faranno interpreti delle storie che vengono narrate come a costruire una narrazione corale che ne esalta la natura conviviale.
Grazie alle novelle di Boccaccio riusciamo ancora a ridere, con stratificata amarezza, dei vizi e del carattere del popolo italiano.
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