L’Oreste.
Quando i morti uccidono i vivi

Giovedì 23 febbraio 2023
ore 21
Teatro Nuovo Treviglio

Di: Francesco Niccolini
Con: Claudio Casadio

Illustrazioni: Andrea Bruno
Scenografie e animazioni: Imaginarium Creative Studio
Costumi: Helga Williams
Light design: Michele Lavanga
Musiche originali: Paolo Coletta
Aiuto regia: Gaia Gastaldello
Direttore di scena: Matteo Hintermann
Collaborazione alla drammaturgia: Claudio Casadio
Voci: Cecilia D’Amico (sorella), Andrea Paolotti (Ermes), Giuseppe Marini (dottore) e Andrea Monno (infermiere)
Regia: Giuseppe Marini

Uno spettacolo co-prodotto da Accademia Perduta/Romagna Teatri e Società per Attori
In collaborazione con: Lucca Comics & Games
Foto: © Tommaso Le Pera

L’Oreste è internato nel manicomio dell’Osservanza a Imola.
È stato abbandonato quando era bambino, e da un orfanotrofio a un riformatorio, da un lavoretto a un oltraggio a un pubblico ufficiale, è finito lì dentro perché, semplicemente, in Italia, un tempo andava così.
Dopo trent’anni non è ancora uscito: si è specializzato a trovarsi sempre nel posto sbagliato nel momento peggiore.
Non ha avuto fortuna l’Oreste, e nel suo passato ci sono avvenimenti terribili che ha rimosso ma dai quali non riesce a liberarsi: la morte della sorella preferita, la partenza del padre per la guerra, il suo ritorno dalla campagna di Russia tre anni dopo la fine di tutto e poi la sua nuova partenza, di nuovo per la Russia, per una fantastica carriera come cosmonauta, e – come se tutto questo non bastasse – la morte violenta della madre, una madre che lo ha rifiutato quando era ancora ragazzino con i primi problemi psichici.
Eppure, l’Oreste è sempre allegro, canta, disegna, non dorme mai, scrive alla sua fidanzata (che ha conosciuto a un “festival per matti” nel manicomio di Maggiano a Lucca), parla sempre.
Parla con i dottori, con gli infermieri, con un’altra sorella che di tanto in tanto viene a trovarlo, ma soprattutto parla con l’Ermes, il suo compagno di stanza, uno schizofrenico convinto di essere un ufficiale aeronautico di un esercito straniero tenuto prigioniero in Italia. Peccato che l’Ermes non esista.
l’Oreste è una riflessione sull’abbandono e sull’amore negato. Su come la vita spesso non faccia sconti e sia impietosa. E su come a volte sia più difficile andare da Imola a Lucca che da Imola sulla Luna.

Direzione artistica e organizzazione

Teatro de Gli Incamminati

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